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Salviamo i fanciulli. Lettera a una catechista

catholicus chiesa fede marco tosatti Aug 28, 2023

Si avvicina la ripresa dell’anno scolastico,  e con esso anche la ripresa dei corsi di catechismo dei fanciulli nelle nostre parrocchie.

Alla luce delle sconvolgenti vicende di questi ultimi tempi in ambito cattolico, con una crescente deriva apostatica di gran parte della gerarchia ecclesiastica (quella stessa gerarchia che da oltre sessant’anni si è impadronita della guida della Chiesa istituzione) cresce il timore, se non addirittura l’angoscia, del lavaggio del cervello a cui i nostri bambini potrebbero essere sottoposti con i nuovi corsi di catechismo (sapendo  anche  ciò a cui li vuol sottoporre la scuola pubblica con l’attuazione della diabolica Agenda 2030).

Sale quindi dal profondo del nostro cuore il grido “salviamo i fanciulli”, tanto più che i giovani, gli adolescenti, sembrano irrecuperabili alla sana dottrina cattolica bimillenaria, specialmente coloro che hanno partecipato alla recente GMG, Giornata Mondiale della Gioventù di Lisbona; ciò poiché il responsabile dell’organizzazione di questa grande adunata, mons. Américo Aguiar, vescovo ausiliare di Lisbona e cardinale di fresca nomina  ha tenuto a dire che le giornate mondiali della gioventù non vanno organizzate per avvicinare i giovani a Cristo.

Queste le sue parole “”…Noi non vogliamo convertire i giovani a Cristo, alla Chiesa cattolica, niente di questo, assolutamente!” : è cosa nota, infatti, che  Gesù Cristo non voleva convertire nessuno (sic!).

Alla luce di una tale deriva apostatica, di un simile degrado dottrinale e pastorale, è più che mai impellente rivolere un appello alle catechiste, invitandole a salvare almeno i fanciulli da questo diabolico piano di scristianizzazione delle future generazioni.

 

Consapevoli di questo grande rischio che corrono i nostri amatissimi fanciulli, abbiamo pensato di lanciare un appello alle catechiste, chiamate ad  impartire il catechismo ai fanciulli in tenera età, data l’importanza che le prime nozioni di fede cristiana assumono nella formazione dei futuri cittadini e fedeli di Nostro Signore Gesù Cristo.

A tale scopo abbiamo ipotizzato di scrivere una lettera ad un’amica, neopensionata, decisa ad impegnarsi in parrocchia nell’educazione cristiana dei bambini, fatto questo che si riscontra frequentemente tra le insegnanti  collocate a riposo e desiderose di rendersi ancora utili alla formazione delle giovani generazioni.

I nomi sono ovviamente inventati.

 

Cara Maria Grazia,

sento da mia moglie che dopo il pensionamento ti sei messa a disposizione per insegnare catechismo in parrocchia; da insegnante di lettere nelle scuole medie a insegnante di catechismo dei fanciulli, nell’ottica della continuità a servizio della formazione culturale, civile e religiosa delle nuove generazioni.

Ottima decisione e benemerita iniziativa, che però non sarà per te del tutto indolore; come ben sai, ti troverai a catechizzare bambini/e a cui i genitori hanno imposto nomi tutt’altro che cattolici (Asia, Aurora, Gea, Gaia, Kevin, ecc.), dimostrando in tal modo di essersi staccati dalla Tradizione cattolica e dall’esempio dei nostri progenitori, che non si sarebbero mai sognati di mettere simili nomi ai loro figli. Fatto, questo, che sta a indicare come questa generazione di genitori sia rimasta abbagliata dalle “luci della ribalta” di una società scristianizzata, laicista, consumistica ed edonistica.

Ma l’ostacolo maggiore che ti troverai ad affrontare, purtroppo, non sarà questo, bensì la netta e decisa opposizione del parroco ad ogni contenuto strettamente cattolico (cioè legato alla Tradizione cattolica preconciliare) che potresti voler includere nel tuo insegnamento. Per questo ho deciso di scriverti, per non vederti soccombere ad un eventuale “diktat” neomodernista del tuo parroco.

Devi sapere che quando, dopo il mio pensionamento, ho iniziato ad interessarmi di infiltrazione modernista nella Chiesa Cattolica, ho scoperto il pensiero e l’opera di San Pio X, il grande papa trevigiano; in particolare, mi ha colpito subito la sua strenua battaglia contro il modernismo, corrente filosofico-teologica che all’epoca muoveva i primi passi, in spirito di aperta ribellione alla dottrina, al magistero ed alla pastorale cattolica dell’epoca. Per combattere e contrastare quei moti di ribellione, San Pio X realizzò il suo catechismo (una versione per i bambini ed un “catechismo maggiore” per gli adulti). Anch’io sono stato catechizzato con quel catechismo, con quelle semplici ma profonde domande e risposte, che una volta mandate a memoria non si dimenticano più per tutta la vita, mantenendo ben salde in noi le radici della nostra fede cattolica bimillenaria.

 

Dopo la morte di Pio XII, però, le istanze moderniste tornarono prepotentemente di attualità, veicolate dal Concilio Vaticano II e dai papi del Concilio, che invitarono i teologi della cd “nouvelle théologie” (Chenu, Congar, De Lubac, ecc.), già puniti dai papi preconciliari per le loro teorie eretiche, a prendervi parte ed a gettare le basi per ribaltare completamente dottrina, liturgia e pastorale della gloriosa Chiesa Cattolica bimillenaria. All’apertura del Concilio gli schemi di discussione preparati dal card. Ottaviani (in linea con la Tradizione) furono cestinati con un colpo di mano dai prelati progressisti, che li sostituirono con i loro schemi, preparati precedentemente in clandestinità, in stile carbonaro. Il risultato fu l’approvazione di una serie di documenti in rotta di collisione con la Chiesa preconciliare ed il suo magistero (oltre che la rinuncia alla condanna del comunismo reale, tirannico ed omicida, a seguito del famoso “accordo di Metz” tra Vaticano e Kremlino), di cui i più perniciosi sono:

  1. a) Unitatis Reintegratio(l’antitesi di Mortalium Animos di Pio XI) che, assieme al subdolo principio del “subsistit in” di Lumen Gentium 8/b, gettò le basi per la futura protestantizzazione della Chiesa Cattolica, affermando che la Chiesa di Cristo non era più rappresentata dalla sola Chiesa Cattolica (Extra Ecclesia Nulla Salus), ma risultava dalla somma di tutte le confessioni cristiane protestanti (migliaia) e dalle Chiese nazionali ortodosse. In tal modo scomparivano come d’incanto eretici e scismatici ortodossi, e la chiesa conciliare non pregava più per il loro ritorno all’Ovile santo.
  2. b) Nostra Aetate(in contrasto con i Vangeli, Mt 13,30, Ef 4,5-6, con il “Decreto per i giacobiti”, del Concilio di Firenze, ed anche con lo spirito di Mortalium Animos), che riconosceva semi di verità anche nelle religioni non cristiane, affermando che ci si poteva salvare anche senza convertirsi al Cristianesimo, alla faccia di NSGC che inviò i Suoi Apostoli a convertire tutte le genti, fino ai confini della terra, affermando testualmente “chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato” (cfr Mc, 16, 16); con ciò veniva sconfessata la dottrina preconciliare, che affermava che ci si può salvare, sì, anche nelle religioni non cristiane, ma “malgrado esse e non grazie ad esse” (grazie al famoso “battesimo di desiderio, esplicito od implicito”) e si metteva una pietra tombale sull’attività missionaria, compito originario e principale della Chiesa di Cristo.
  3. c) Dignitatis Humanae(in contrasto con “Mirari Vos”, di Gregorio XVI, “Quanta Cura” e “Sillabo”, di Pio IX e, infine, Humani Generisdi Pio XII), che sostituiva la Verità tutta intera con un erroneo concetto di dignità umana, mettendo il “culto dell’Uomo” al posto del culto di Dio (“anche Noi abbiamo il culto dell’Uomo”, affermò orgogliosamente Paolo VI dinanzi all’Assemblea dell’ONU). Con l’affermazione del principio della libertà religiosa, inteso non più a livello individuale (come lo era dalla Chiesa preconciliare) ma a livello pubblico, statale, scomparivano così gli Stati cattolici, con le garanzie e i privilegi predisposti a difesa dell’unica, vera religione, dell’unica, sola vera Chiesa, la Chiesa Cattolica; ciò poiché si riconosceva alle false religioni, e allo stesso ateismo antireligioso, lo stesso diritto di propaganda e proselitismo un tempo riservato alla Chiesa Cattolica.

Con queste premesse, la Chiesa uscita dal “Concilio” (l’unico a cui il clero ora attribuisce credibilità, ignorando o rinnegando i venti concili precedenti) di cattolico manteneva solo il nome, avendo sostituito la trascendenza con l’immanenza, il sacro col profano, lo spirituale con il sociale, l’evangelizzazione di tutte le genti con un dialogo sterile ed infruttuoso, ed un mero aiuto umanitario, la fratellanza in Cristo con la fraternità massonica, il Cristocentrismo con l’antropocentrismo.

Il manipolo di prelati neomodernisti e massoni che si impossessarono del Concilio (con l’aiuto determinante dei papi dell’epoca conciliare) riuscì così a capovolgere e ribaltare l’essenza stessa della Chiesa Cattolica, ciò che la Chiesa pensa di se stessa, le premesse su cui si fonda, il fine a cui tende.

“Diventa inevitabile – citando il professor Francesco Lamendola – perciò, domandarsi se un tale capovolgimento di prospettiva, realizzato con tale astuzia da passare pressoché inosservato dai diretti interessati, cioè dai fedeli cattolici, i quali, un bel giorno (anzi un bruttissimo giorno) si sono svegliati non più cattolici, ma post-cattolici, sincretisti, relativisti, umanisti o quel che si vuole, ma comunque non cattolici, sia stato il frutto di un movimento spontaneo o il risultato di un piano ben architettato da chi aveva l’interesse, i mezzi e la volontà per sovvertire dall’interno la Chiesa cattolica e privarla della verità oggettiva. […] dopo di allora cambiò il concetto della verità oggettiva della Rivelazione cristiana e del Magistero cattolico, sostituito dal concetto massonico della “dignità dell’uomo”, ovvero una specie di diritto naturale. Oggi fra Gesù Cristo che parla agli uomini del loro destino eterno, e il sedicente vicario di Cristo che parla agli uomini di migranti e di ambiente, non c’è alcun punto in comune, neppure una lingua mediante la quale ci si possa intendere”

http://www.accademianuovaitalia.it/index.php/cultura-e-filosofia/teologia-per-un-nuovo-umanesimo/7127-dignita-e-verita-oggettiva

 

In questi ultimi sessant’anni, l’epoca del cosidetto postconcilio, la Chiesa Cattolica si è sempre più avvicinata al Protestantesimo, al Luteranesimo, abbracciando un ecumenismo suicida calabraghe, nonostante la tanto sbandierata “ermeneutica della continuità” tra Chiesa preconciliare e “chiesa conciliare” (cavallo di battaglia di papa Ratzinger per conciliare l’inconciliabile), promuovendo un relativismo ed un sincretismo decisamente anticattolici (vedansi le riunioni interreligiose di Assisi 1986 e 2011). Un duro colpo all’ortodossia cattolica, poi, è stato inferto da Paolo VI con la sua riforma liturgica (il passaggio dal Vetus Ordo Missae al Novus Ordo Missae); l’abbandono della lingua universale e bimillenaria della Chiesa, il latino, ha inoltre consentito alle gerarchie moderniste di manipolare, alterare e falsificare la Sacra Scrittura, oltre ad impedire ad un qualsiasi fedele di poter ascoltare e comprendere la Santa Messa in qualsiasi nazione del mondo.

Ecco quindi un breve elenco, necessariamente incompleto,  delle  colpe di cui si è macchiato il clero ribelle modernista, al potere ormai da più di un sessantennio:

– hanno abbandonato la talare, che li rendeva riconoscibili come pastori del gregge di Cristo,  e l’altare, sostituendolo con una tavola da refettorio, dove celebrare la “cena cattoprotestante”;

– hanno cambiato la messa (cambiata la messa, cambiata la religione, diceva l’eretico Lutero), trasformandola da ripetizione incruenta del sacrificio della Croce (ad opera dell’alter Christus, il sacerdote celebrante) in semplice commemorazione dell’ultima cena, un rito cattoprotestante, come appena detto, poco cattolico e molto protestante; si sono spinti fino a cambiare le parole stesse pronunciate da Gesù durante l’ultima cena, il “pro multis” divenuto “per tutti”;

– hanno abbandonato la lingua latina, bimillenaria lingua ufficiale della Chiesa (dotata di efficacia esorcistica) per poter manipolare e falsificare la Sacra Scrittura a proprio piacimento ed ingannare così i fedeli, rendendo impossibile comprendere la Messa in qualsiasi nazione del mondo;

– hanno cambiato le parole del Pater Noster, sostituendo “non indurci in tentazione” con “non abbandonarci alla tentazione”;

– hanno cambiato le parole del canto degli Angeli sopra la grotta di Betlemme: “pace in terra agli uomini di buona volontà” è  diventato “pace in terra agli uomini che Dio ama”;

– si sono spinti a cambiare anche le parole della preghiera insegnata dalla Madonna ai pastorelli di Fatima, da includere alla fine di ogni decina del Santo Rosario;  al posto di “preservaci dal fuoco dell’inferno” hanno messo “preservaci dall’esilio eterno”, poiché, evidentemente, all’inferno non ci credono più, così come non credono a un Dio che premia e  castiga. Quest’ultima falsificazione è avvenuta ad opera di quel vescovo che si dilettava a girare in bicicletta dinanzi all’altare, coi sacri paramenti, lo stesso prelato che ha scomunicato don Minutella, accusato di non essere “una cum” con papa Francesco, cioè monsignor Corrado Lorefice, vescovo di Palermo;

– hanno dissacrato, e continuano a farlo, chiese, cattedrali e santuari, trasformandoli in dormitori per clandestini musulmani, in sale da ballo, in pizzerie e ristoranti, con vescovi e cardinali che servono le pizze ai tavoli, giungendo a diffidare dall’entrare in chiesa chiunque osi dissentire dalla folle politica immigrazionista musulmana di Bergoglio e della CEI (il solito don Biancalani di Pistoia, quello della chiesa trasformata in dormitorio, con un manifesto affisso alla porta della sua chiesa parrocchiale);

– infine, hanno costruito, in epoca conciliare e postconciliare, edifici sacri che di sacro non hanno la benché minima traccia, assomigliando a saloni polifunzionali, autorimesse, sale per assemblee condominiali, (vedi la chiesa cubica di Foligno, o il nuovo santuario di Padre Pio a San Giovanni Rotondo, ecc.), e ciò perché hanno  abbandonato la tradizionale forma a croce latina con annesso campanile, dando vita ad orrendi edifici blasfemi e dissacranti, dove risulta arduo raccogliersi in preghiera ed adorazione ed elevare lo spirito verso il Cielo.

Se a ciò aggiungiamo la politicizzazione filocomunista e  fintopauperista, oltre alla condotta immorale e scandalosa di parte del clero di ogni ordine e grado (preti sciupafemnmine, omosessuali dichiarati col “compagno” sposato all’estero, preti pedofili, violentatori dell’infanzia innocente o di seminaristi indifesi), ne esce un quadro a dir poco desolante, raccapricciante, di quella che un tempo fu la gloriosa Santa Romana Chiesa, la Chiesa dei martiri, dei santi, della Controriforma, del Concilio di Trento.

In questi ultimi anni, e in questi ultimi tempi in particolare, sta aumentando vertiginosamente il profluvio di falsità, menzogne spudorate, depistaggi e manipolazioni della Sacra Scrittura ad opera del clero, di alto e basso rango (a partire dalla Prima Sede, purtroppo), quasi che temessero di avere poco tempo per completare il lavaggio del cervello al gregge loro affidato da Cristo, Giusto Giudice a cui  dovranno render conto del loro operato (cosa, questa, di cui non sembrano preoccuparsi minimamente).

Si affannano infatti a gridare ai quattro venti che Dio non giudica nessuno, non condanna, non manda castighi, nemmeno per indurre a ravvedimento i suoi figli che hanno smarrito la retta via, ma perdona sempre tutti, “a prescindere” da pentimento, ravvedimento operoso e cambiamento di vita, in un’ottica degna della predestinazione luterana, sposando le tesi eretiche del ribelle di Sassonia, Martin Lutero, “un dono dello Spirito Santo” secondo l’incredibile affermazione di mons. Galantino, ex segretario della CEI. Purtroppo chi parla in questo modo dimostra di essere stato indottrinato ben bene in seminario da educatori indegni dell’abito che portavano e del ruolo che svolgevano.

Così si esprime in proposito il già citato polemista cattolico Francesco Lamendola: “la civiltà moderna ha fatto e sta seguitando a fare la derisione sistematica del bene, del vero e del bello e l’esaltazione, altrettanto sfacciata e brutale, del male, del falso e del brutto…. tutto ciò viene presentato come tale, soprattutto dai persuasori occulti: il cinema, la televisione, la stampa, la pubblicità di ogni genere… e non solo i persuasori occulti esaltano ciò che è male, ciò che è falso e ciò che è brutto, …. lo fanno i preti modernisti che hanno sostituito la Verità di Cristo con una sua umana contraffazione, ispirata dalla massoneria e resa credibile dal fervore e dalla quasi completa unanimità con cui la presenta il clero, dal papa all’ultimo sacerdote: prima inquinano i seminaristi e gli studenti di teologia, poi tutti costoro, divenuti a loro volta sacerdoti, inquinano il popolo di Dio, facendosi banditori di una falsa verità e di un vangelo che non è quello di Gesù, ma un contro-vangelo ispirato dal diavolo.”

http://www.accademianuovaitalia.it/index.php/contro-informazione/le-grandi-menzogne-editoriali/8770-sordi-e-svirilizzati

 

Ecco, cara Maria Grazia, questa è la “chiesa” con la quale ti appresti a collaborare nell’educazione cristiana dei fanciulli, quindi dovrai porre molta attenzione per non rischiare di mettere in pericolo la salvezza eterna tua e dei  fanciulli indifesi che ti verranno affidati.

Adesso puoi capire come mai tante catechiste che ti hanno preceduto nell’evangelizzazione dell’infanzia abbiano abbandonato l’incarico, spesso in lacrime, messe letteralmente alla porta da parroci arroganti ed ideologizzati, che non tolleravano l’adozione del Catechismo di S. Pio X come strumento di lavoro. Dovrai quindi armarti di santa pazienza, ma anche di fermezza, se vorrai riuscire ad inculcare un poco di retta dottrina cattolica nell’animo dei fanciulli.

Con affetto ed amicizia,  Riccardo

   

Catholicus.