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Il siero, il DNA e i tumori. I documenti di Pfizer

arrendersi all’evidenza covid marco tosatti Jul 24, 2023
Chi ha acconsentito a farsi iniettare il cosiddetto vaccino, che in realtà è una terapia genica, è sicuro di aver ricevuto una dose di mRNA appositamente ottenuto per istruire l’organismo a produrre proteine spike ed immunizzarsi dal COVID.
Molti di coloro che mangiano solo bio, controllano con scrupolo le etichette di ogni prodotto che usano e temono i raggi del sole cospargendosi di creme solari a protezione elevata per timore dei nei, hanno assunto per via parenterale un preparato privo delle minime garanzie necessarie.
 
I sieri magici della cricca resettatrice sono recentemente stati scoperti contenere anche una significativa contaminazione da un doppio filamento di DNA.
Il quantitativo di DNA rinvenuto nelle fiale eccede i limiti ammessi da FDA (10 ng/dose) ed EMA (330 ng/mg), riferiti rispettivamente alla dose iniettata del cosiddetto vaccino o alla quantità di mRNA iniettata con una dose. Ne hanno trovato molto di più. 
Per chi non fosse addentro, i sieri magici dovrebbero contenere come parte attiva un filamento di mRNA opportunamente modificato, capace di indurre la sintesi della proteina spike del coronavirus e quindi di innescare la risposta anticorpale atta a proteggere dal virus.
Il DNA è servito per codificare quel mRNA e dopo i vari processi di purificazione (che risulterebbe perciò insufficiente in molti lotti) non ne dovrebbe residuare così tanto. 
Un DNA che promuove il virus vacuolizzante della scimmia, detto SV40, che può svilupparsi anche nell’uomo ed è tristemente noto da molti lustri come potenziale causa di tumori (un oncovirus) e capace di persistere in forma latente.
NB: non si parla solo dei vaccini anti-Covid del 2021 e di inizio 2022, ma anche dei bivalenti recentemente messi in circolazione per le campagne antinfluenzali dell’ultimo invern
 
L’autore dello studio, Kevin Mc Kernan, spiega che questo DNA corrisponde a promotori che sono spenti quando se ne stanno da soli, ma messi insieme in un nucleo cellulare possono dare il via all’espressione del pericoloso gene che sanno promuovere.

Questo il collegamento alla sequenza.

Udite udite, a sostenere la presenza di questo DNA non è un complottista qualunque, ma la Pfizer stessa nei suoi documenti (lo si può ritrovare qui):

https://anandamide.substack.com/p/dsdna-variance-in-pfizer-docs

Non bastasse questo, nei sieri genici hanno trovato anche un gene resistente alla cinnamicina, peculiarità correlabile allo sviluppo di resistenza agli antibiotici, privando così di uno sperimentato alleato in caso di infezione.
L’mRNA delle istruzioni geniche non è quello naturale, ma è stato opportunamente modificato per non essere distrutto dal sistema immunitario. Questo lo rende più duraturo nell’organismo e quindi innesca più a lungo la reazione immunitaria verso le cellule che induce a produrre la proteina Spike: in questo contesto la presenza di un DNA capace di promuovere malattie, con un sistema immunitario indebolito e una possibile resistenza agli antibiotici, potrebbe dar luogo a scenari difficilmente risolvibili.
 
Quante irregolarità procedurali, quanta incuria regolatoria, quanta approssimazione è nascosta nei meravigliosi sieri genici rifilati a miliardi di persone, molte delle quali non avrebbero rischiato nulla dal COVID-19? 
Ricapitolando:
 

-i sieri genici sono stati ottenuti attraverso pratiche orribili (feti da aborti provocati)
-sono stati prodotti PRIMA che fosse dichiarata la pandemia (ci sono le prove)
-ne sono stati acquistati numeri di gran lunga superiori al necessario e molti buttati (grande spreco di soldi pubblici)
-i sieri non sono stati testati correttamente in merito alla loro sicurezza (studi clinici taroccati)
-non proteggono affatto dall’infezione (anche i vaccinati si sono contagiati e il green pass non serviva a nulla!)
-il sistema immunitario così stimolato diventa meno efficace in generale in tutte le sue funzioni
-non è vero che questa terapia genica protegge dalla trasmissione (anche i vaccinati sono dei possibili portatori sani)
-non è vero che servono a ridurre le forme gravi (anche i pluri-vaccinati sono morti di coronavirus, ma soprattutto di tutto il resto, più del solito)
-le dosi contengono eccipienti (i famigerati nanolipidi) precedentemente mai utilizzati sull’uomo
-i sieri sono sospettati di contenere quantità variabili di ossido di grafene, non dichiarato in etichetta, ma non estraneo al processo di preparazione

-la proteina Spike fatta produrre all’organismo persiste più a lungo di quella virale, è infiammogena ed è prodotta anche in tessuti dove il virus non sarebbe mai arrivato
-gli effetti avversi occorsi ai somministrati evidenziano correlazioni con un ristretto numero di lotti, eppure questi non sono stati indagati o ritirati dal mercato

-adesso si scopre che c’è DNA in eccesso ai limiti consentiti e che quel DNA è collegato ad un potenziale attivatore tumoralePiù che “un atto di amore” i sieri magici sembrano il sabba di una setta satanica!